La sicurezza stradale non è una percezione. E quindi può essere misurata, raccontata, insegnata. Anche in maniera divertente. Si fonda su questi presupposti il progetto didattico ABC – Autostrada del Brennero in Città, che torna questa primavera a essere protagonista in sei città delle province attraversate dall’A22. L’iniziativa è promossa da Autostrada del Brennero insieme alla Polizia Stradale e, nel corso di undici anni, ha diffuso la cultura della sicurezza tra oltre 36 mila studentesse e studenti prossimi alla patente.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: avvicinare i giovani al Codice della Strada, offrire strumenti per una corretta valutazione del rischio e promuovere comportamenti responsabili alla guida, in particolare in autostrada.

A Reggio Emilia, davanti a 449 ragazze e ragazzi riuniti al teatro Ariosto e 1.326 collegati da remoto, si è aperta la dodicesima edizione del progetto. Dopo questa prima tappa, l’iniziativa proseguirà ad Asola (Mantova) il 26 marzo, quindi Bolzano il 9 aprile, Castelfranco Emilia (Modena) il 16 aprile, Rovereto il 23 aprile, per concludersi a Verona il 30 aprile.

«Autostrada del Brennero presenta da vent’anni tassi di incidentalità – ossia il rapporto tra sinistri e chilometri percorsi – in costante calo», ha osservato l’amministratore delegato Diego Cattoni. «È il riflesso di un impegno continuo sull’arteria. Ma non basta: sappiamo che ormai più di nove incidenti su dieci sono causati dal fattore umano, e con il progetto ABC vogliamo incidere proprio su questo aspetto, diffondendo la cultura della sicurezza».

Per la Polizia Stradale, ha sottolineato Simonetta Lo Brutto, dirigente del Compartimento Emilia-Romagna, la sicurezza stradale è «un valore concreto che si costruisce ogni giorno attraverso prevenzione, educazione e presenza sul territorio». Progetti come ABC permettono di parlare ai giovani con un linguaggio diretto, aiutandoli a comprendere che il rispetto delle regole non è un limite, ma una tutela per sé e per gli altri. Investire oggi sulla consapevolezza dei futuri conducenti significa ridurre domani il numero di incidenti e salvare vite umane.

La giornata si è aperta con i saluti istituzionali. Il Viceprefetto vicario reggente Caterina Minutoli ha ringraziato i promotori dell’iniziativa e gli studenti presenti: «Presto sarete alla guida: è fondamentale che tutti contribuiate alla sicurezza, conoscendo le norme e comportandovi responsabilmente al volante».

Il Questore Carmine Soriente ha ricordato come l’Italia sia «un Paese con una forte vocazione al trasporto su ruote» e come momenti come questo siano importanti per permettere ai giovani di avvicinarsi alla guida in modo consapevole. Anche la Vicepresidente della Provincia Francesca Bedogni ha rivolto un messaggio ai ragazzi: «Guidare è un’esperienza bellissima: fate in modo che rimanga sempre così e non si trasformi mai in una fonte di sofferenza per voi o per gli altri».

Sulla stessa linea l’Assessora comunale Carlotta Bonvicini, secondo cui iniziative di questo tipo possono fare la differenza: «La strada è uno spazio pubblico e imparare a muoversi correttamente al suo interno produce effetti positivi per tutta la collettività».

La mattinata formativa si è articolata in due momenti. Il primo, di carattere teorico, è stato guidato da due formatori – uno di Autostrada del Brennero e uno della Polizia Stradale – che per circa cento minuti hanno alternato consigli pratici e informazioni utili: dalla gestione della distanza di sicurezza a cosa fare in caso di guasto al veicolo. Video e testimonianze dirette hanno aiutato i ragazzi a comprendere gli effetti spesso devastanti di una distrazione o dell’uso dello smartphone alla guida.

Particolarmente toccante la testimonianza di Elena Iori, sorella di Emanuele, morto travolto in scooter da un automobilista che guidava in stato alterato. Nel dialogo con il dirigente della Polizia Stradale di Reggio Emilia Salvatore Blasco, Elena ha raccontato il proprio percorso personale: «La mia vita è andata in mille pezzi, ma ho trovato la forza di portare la mia testimonianza ai giovani. Guardarli negli occhi, come faccio oggi con voi, significa mettere dell’oro nelle crepe del mio vaso rotto».

Durante l’incontro ha raccontato anche di aver incontrato il giovane responsabile dell’incidente: «Non provo rabbia. Gli ho detto di sfruttare la seconda possibilità che la vita gli ha dato. Facciamo in modo che il nostro dolore serva a proteggere qualcun altro».

A rendere la mattinata ancora più coinvolgente anche un quiz in tempo reale sulla piattaforma Kahoot, a cui le classi hanno partecipato tramite un rappresentante. A ottenere il miglior risultato è stata la classe 5G dell’Istituto Aldo Moro, che si è aggiudicata un premio di 1.500 euro in materiale scolastico.

La seconda parte dell’iniziativa ha avuto un taglio più pratico. In piazza della Vittoria è stato allestito un vero e proprio “villaggio della sicurezza” con 18 postazioni, dove gli studenti hanno potuto sperimentare direttamente situazioni legate alla sicurezza stradale.

Tra i partner presenti anche Croce Verde, insieme a Ausl 118, Vigili del Fuoco, Aci, Croce Rossa, Polizia Locale, Protezione Civile, La Nuova Reggio srls di Pelasgi, oltre ad Autostrada del Brennero e alla Polizia Stradale. Nei diversi stand, i ragazzi hanno potuto assistere a dimostrazioni di soccorso, simulazioni di guida in stato di ebbrezza attraverso speciali visori e attività educative sui comportamenti corretti alla guida.

La piazza si è infine trasformata nel teatro di un incidente simulato con un’auto capottata, permettendo agli studenti di osservare da vicino l’intervento coordinato dei diversi attori della sicurezza e del soccorso. Un modo concreto per comprendere quanto sia fondamentale la sinergia tra tutte le realtà coinvolte nella prevenzione e nella gestione delle emergenze, tra cui anche i volontari della Croce Verde.